Archive for February, 2007

Si invecchia

Sto invecchiando. Me ne accorgo quando devo fare i tour-de-force. Non reggo piu’! Le ultime settimane sono state un discreto sforzo. E ora, rientrato finalmente a casa, posso dire cosa e’ successo (ma forse non capirete..).

Allora inizio, eh?

Good news! Viaggio a Bolzano. Autogrill tutti chiusi in A22, si cambia. Lo stesso appartamento di sempre. Sveglia disumana. I palazzi provinciali. La giunta! Persone che hanno fatto scelte importanti. Nessun imbarazzo. Signato. La fidanzata (sposata) di Simone. Discussioni fino a tarda notte, bolliti come pochi. Altra sveglia terribile. Checkout. Altro giro, altra cosa! La maestrina con i bimbi. Hopfen, birra, cibo e chiacchere. Gli autobus e annessi. GPS. Il deposito. Euro5, con AdBlue! Si fanno i conti. Il risparmio. 2.500.000 euro. Funivia. Neve come rena. Gaypride. Ancora discussioni. Bollitura. “Ogni settimo figlio maschio nato in Argentina e’ figlioccio del Presidente“. La ricerca del Lobizon. Il budget per i figliocci presidenziali. Bollitura. E il gran finale con… MEICO SCECSON! (questa e’ per Giuliano!)

Casa. Lavoro. Solitudine, cara. Lavoro.

Ah si.. un po’ di cinema. E musica, tanta musica.

Sto bene cosi’.

“Via noi si sarebbe finito, ci si leva di ‘ulo?”

La necessità aguzza l’ingegno (forse)

Problema:

Sabato c’e’ una festa di compleanno e carnevale, assieme. Dunque serve un qualche costume, un travestimento.

All’inizio con Daniela avevo pensato a qualcosa di molto elegante.. la maschera che Leopold Mozart portava alla festa nel meraviglioso film Amadeus.

Daniela conosceva anche un posto dove forse si poteva trovare, a Siena.

Ottimo, problema risolto… ma, poi, Daniela tira pacco. Che fare?

Mi viene in aiuto Manuela che mi dice che sotto sotto la festa è a tema. Mi confida il tema. Gioisco e piango al tempo stesso. Il tema mi piace, ma l’idea iniziale di maschera non è più utilizzabile. Però almeno non mi tocca andare a Siena a prendere la maschera :)

Allora ragiono un pò con il mio consulente personale, e veniamo a capo di una idea.

Che stasera ho prontamente realizzato.

Maschera di carnevale per festa a tema

Ingredienti:

  • ScissorsUn paio di forbici
  • SpillatriceUna spillatrice
  • Nastro Bi-AdesivoNastro bi-adesivo
  • FILU DE FERUFilo di ferro (1.50 euro in ferramenta)
  • Bronze ChainUna catena dorata a maglia piccola, va bene anche in bronzo (1 euro in ferramenta)
  • Tenaglie (2)Un paio di tenaglie sufficientemente robusto
  • Laser PrinterUna stampante laser a colori
  • Google Images, su cui trovare una foto di un cane, di un maiale (possibilmente sorridente) e di un occhio
  • Software libero vario

Prendere il filo di ferro, tagliate un pezzo di circa 90 cm e fate due piegare a 30 e 60 cm, di 60 gradi ciascuna, in modo da formare un triangolo equilatero (o qualcosa che gli somigli, per lo meno).

Like this..Collegate le due estremità della catena di bronzo, lunga circa 50 cm, alla cima del triangolo, dove avete preventivamente piegato un piccolo anello.

Stampate le immagini prelevate da Google Images.

An eyeRitagliate l’occhio in modo da utilizzare il bianco della carta come contorno della pupilla.

Per il resto, lascio alla vostra fantasia,anche perche’ mi sono stancato di scrivere.

Dovete utilizzare tutti i pezzi indicati tra gli ingredienti.
Della serie: filo di ferro e catena dorata: 2,5 euro in ferramenta, con MasterCard. Per tutto il resto.. vedi di arrangiarti!

Basta

φίη

Google e la history..

Girellando per vari blog (più che altro cercando di mettermi in pari con le letture, ho l’aggregatore che mi insulta ogni volta che lo apro) leggo di un sacco di persone che discutono preoccupati sul fatto che Google usi un redirect quando viene fatta una scelta tra i risultati di una ricerca invece che far puntare direttamente al risultato.

Suona cosi’ strano?

È da sempre che lo dicono (vedi la privacy policy..), e non registrano solo quelle scelte, ma tutto!

E pure da diversi anni. Il tutto per il servizio di Search History.

Perchè così tante persone se ne escono scandalizzate? Non vi capisco.

Ah, lo dicono anche apertamente, anche se in forma non ufficiale :) Nelson Minar (of html-helper-mode fame e tante altre cose - anche lui passato dal Nuovo Messico per un periodo) ne parla in modo molto chiaro e sereno (anche se contrario)

La musica eccita? Stai a casa piuttosto…

Verso le 18 circa ricevo un sms da Lapo informandomi che al Girone (frazione appena fuori Firenze, in direzione Pontassieve, subito dopo il Varlungo) c’e’ un concerto presso il circolo locale, che fa parte di una rassegna jazz.

Suonano Nico Gori (sassofoni e clarinetti) e Stefano Onorati (pianoforte) in duo, che presentavano alcuni dei brani del loro ultimo disco, Millenovecento.
Bene, dico, andiamo a vedere cosa succede.

Arrivo alle 21:45, pensando di essere in clamoroso ritardo, dato che il concerto doveva iniziare alle 21:30. E invece, per fortuna mia, il clamoroso ritardo era dei musicisti.

Alle 22:15 si spengono le luci, si chiudono le porte e inizia il concerto.

Piacevole e interessante. Tutto fila liscio. Al ristoro aveva anche le schifezze che preferisco (Liquirizia in ogni forma , coccodrilli di gelatina e altre bestie varie). Fantastico, penso.

Dopo la prima presentazione, a circa un terzo del concerto, inizia il dramma.

IL vero dramma.

Davanti a me si siedono due tipe sui 35 anni. Faccia simpatica.

INIZIANO A RACCONTARSI I FATTI LORO PERSONALI COME SE NON SI FOSSERO VISTE DA ANNI.

Avevo detto che non c’era amplificazione vista la dimensione della sala e che quindi era tutto completamente acustico?

L’avevo detto? No? ecco. Non c’era amplificazione. Si sentiva Gori respirare stando a 3/4 di platea. Fate voi.

SI RACCONTANO QUALUNQUE COSA.

Inizio ad innervosirmi un po’, non riuscivo a sentire niente.

Faccio notare con qualche delicato sbuffo e accenno con la testa che la cosa inizia a fracassare un pò i maroni.

“Scusi scusi scusi”

Dopo circa 20 secondi, ricominciano.

E io che mi lamento di nuovo.

E loro smettono, per altri 20 secondi.

E così via per altre 5/6 volte.

Alla fine accenno due parole con un filo di voce.. “Andate al bar, su”

Smettono di parlare, ma non accennano ad andarsene (perche’ stare li’, visto che non ascoltavano niente?)

Ad un certo punto, una fa all’altro un cenno con il viso come per dire “IDEONA!”

Indovinate un pò?

INIZIANO A PARLARSI A GESTI! INIZIANO A PARLARSI A GESTI!

Ma si può?

E’ andata avanti qualche minuto con un grande svolazzamento di mani sul fondo bianco (le quinte del palco erano costituite da uno schermo bianco da cinema).

Mi sono chiesto: “Ma era un concerto di jazz oppure uno spettacolo di ombre cinesi?”

Anche qui stessa trafila. Mi lamento. Smettono. Ricominciano. Mi lamento. Smettono. E così via.

Fortunamente ad un certo punto il concerto è finito. Che fatica.

Uscendo, scambio due saluti con Stefano che mi fa “Restate qua allora?” e io “No andiamo perchè sono veramente stanco e distrutto” e lui “Si vede.. o’ cos’hai fatto?”

Sapessi…..

E qui arriviamo al titolo, finalmente.

A concerto finito si accendono le luci. Negli applausi finali le due tipe urlano “Nico sei un fico!! Grande!!! BELLO!”

“Bello?”

E sono corse tutte eccitate verso il palco.

È vero, la musica è passione, la musica eccita.

Se però deve essere eccitante a questo modo, la prossima volta stai a casa, almeno ti puoi sfogare senza svangare i maroni a me, cavolo!!!

Avventato?

«Anche se tu mi dai tanta gioia
questo giuramento di stanotte non mi piace:
È troppo avventato, affrettato, improvviso,
troppo simile al lampo, che svanisce
prima di poter dire ‘eccolo, guarda’»

.. sai cosa Romeo? mavaffanculo va’!

Cosa d’alta magia non ferirsi mai

È veramente qualcosa di alta magia non riuscire a ferirsi.

Non riesco a parlarti. Non mi chiami, non mi cerchi, non mi rispondi.

Non so dove sei, non so come stai.

Sono preoccupato, avvilito, triste, la solitudine avanza senza sosta.

Non so dove andare, e perchè dovrei andarci.

Ma perchè non sei mai riuscita a dirmi quello che vuoi veramente? È veramente così difficile esprimere un desiderio, in modo da dare a qualcuno la speranza di poterti rendere minimamente felice? Non ci credo, non è difficile. Perchè allora non dirlo? Forse, in fondo, non ti interessava niente? Forse era solo una uscita temporanea per non pensare ad altro? Cosa era? Mi viene da parlare al passato, perchè sento che mi hai abbandonato. Cosa che io non ho fatto, mai. È giusto farlo così?
Forse sei veramente in attesa di un dolce risveglio, forse stai veramente entrando tra le braccia respirando piano, in attesa di giochi, senza memoria, per poi dimenticare tutto..

Il tuo oroscopo dice:

Cerca di ricostruire nel dettaglio le tue origini. Fai un inventario dei posti che ti hanno aiutato a diventare quello che sei. Annota attentamente le differenze tra come la gente ti vede e come tu sai di essere.

Spero tu sia impegnata in questo, che tu riesce a trovare quello che cerchi. Almeno questo silenzio terribile, lacerante potrebbe assumere un qualche significato.

Buonanotte, e vola alto al calar del sole.

Lo statuto proprietario delle idee e del sapere sulla natura

Dall’archivio Giuliano Marini dell’Università di Pisa mi arriva la notizia di una interessante pubblicazione:

Lo statuto proprietario delle idee e del sapere sulla natura: la recinzione dei commons culturali in Lawrence Lessig ed il brevetto sul vivente in Vandana Shiva.

Tesi della Dott.ssa M.S Cordoba. Lettura interessante, che suggerisco a più!

Il testo integrale della tesi.

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