Archive for January, 2007

Periodo di duro lavoro.. integriamo!

Domani (oggi ormai) parto per una stare fuori una settimana. Destinazione sempre Bolzano, ma nuova attività! Come cerco di fare tutte le volte che mi muovo fuori città per più di due giorni, ricontrollo lo stato dei progetti che stiamo portando avanti per cercare di lasciare un piano di lavoro dettagliato per chi resta (ok, non sempre mi riesce.. ma cercate di capirmi!).

Finalmente con Iacopo abbiamo iniziato a mettere assieme vari pezzi del lavoro attuale, e la cosa sta venendo su molto carina.

Prima di tutto, abbiamo integrato la gestione del parco macchine con l’applicazione principale. Aspetto grafico da discutere, ma la cosa funziona discretamente.

Il DashBoard ha finalmente dati da aggreggare (via RSS, quindi reperibili anche con altri strumenti). L’installazione di software sul parco macchine anche offline inizia a mostrare il suo aspetto finale. La coda funziona. Mi piace!

Notare come la keyword standard sia ormai diffusa ovunque.

Ieri parlando al telefono con il buon Lorenzo ho pensato che fosse carino mostrare anche in tempo reale se le macchine rappresentate fossero accese o meno. Al momento si gioca con una stringa, presto un piccolo Led rosso/verde (o forse qualcosa di meglio, se mi verra’ in mente..). Se avete idee migliore rispetto ad un brutale ping -c 1 host fatemelo sapere.

La feature della shell e’ stata pure integrata.

Ci aspetta ancora molto, molto lavoro… ma credo che alcune delle feature piacerenno moltissimo! (Ho gia’ avuto feedback lusinghieri - forse troppo -  sull’installazione di software “offline” a-la MSI, il che mi fa sperare).

Ok, ho perso tempo a scrivere qui e non ho preparato il piano di lavoro. Lo faro’ domani.. forse :P

Forse i Police?

Ripensando a Michael Brecker ho messo uno dei dischi in cui suona che ultimamente preferisco. Il disco e’ di Charlie Haden, in collaborazione con Michael Brecker, e si chiama American Dreams (titolo discutibile). Titolo a parte, è un disco che adoro.

In particolare la traccia n. 3, “Lonely Nights”. Brano che rispecchia molto il mio umore degli ultimi mesi.

Ho cercato invano se per caso qualcuno si era messo a scrivere delle parole per questa musica.

Niente.

Mi vengono in aiuto i Police, e quindi…

Well someone told me yesterday
That when you throw your love away
You act as if you just dont care
You look as if youre going somewhere
But I just cant convince myself
I couldnt live with no one else
And I can only play that part
And sit and nurse my broken heart

So lonely, so lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely

Know no ones knocked upon my door
For a thousand years or more
All made up and no where to go
Welcome to this one man show
Just take a seat theyre always free
No surprise no mystery
In this theatre that I call my soul
I always play the starring role

So lonely, so lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely

So lonely, so lonely, so lonely, so lonely
So lonely, so lonely, so lonely

I feel so lonely…

Michael Brecker

Ormai notizia di qualche settimana fa. Michael Brecker non ha superato il trapianto ricevuto dalla figlia per curare una grave forma di leucemia, contro cui stava combattendo dal 2005.
Ricordo ancora perfettamente l’ultimo suo concerto dal vivo a cui ho assistito, ero con Daniela e Ciro, a Perugia. Lo ricordo molto bene anche per il fatto che in realtà erano due concerti, il secondo era con un dei miei miti personali, Roy Haynes e il grande uomo che e’ John Patitucci.

Ho ascoltato tante cose di Brecker. L’ultimo disco che ho comprato e’ Some Skunk Funk con il fratello Randy.

Ricordo quasi a memoria i suoi soli sugli album del Steps Ahead. Ricordo perfettamente “Pools”.

È stato uno dei più grandi. Ha lasciato tanto, veramente tanto.
Un bel tributo trovato su YouTube.

La cucina giapponese ce l’abbiamo in casa

Mari’ e’ una vita che cerca di organizzare una cena tutti assieme. C’e’ riuscita per stasera. Obbiettivo: ristorante giapponese, di cui vado pazzo anche io.

All’appello io, christian e iacopo. Dido ha dato forfait scappando verso padova con una bella maglietta “NO POTTA NO PARTY”. Simone era in coma da cibo per via della solita abbuffatta mattutina al Teatro del Sale.

Arrivati al ristorante (che avevo provato qualche settimana fa con Ciro e Dani), scopriamo che il tavolo prenotato non era ancora pronto. Mary O’Lina e’ gia’ dentro con Samuele, noi aspettiamo fuori. Ci raggiungono, arriva anche Christian.

Affamati come non mai, ci mettiamo a discutere su cosa mangeremo. Al che Iacopo, da buon pisano che e’, esce con “Considerate che io non ho mai mangiato giapponese quindi dovete suggerirmi voi.”. Ok, diciamo, sei in buone mani.

Ordina anche lui come me e Samuele degli Udon, Yaki Udon per la precisione.

Iacopo sospettoso chiede “ma cosa sono?” e noi “Fidati, tranquillo, ti piaceranno”.

Arriva la cameriera con i piatti, e qui l’esclamazione del nostro che ci ha fatto nascondere:

“MA CAVOLO POTEVATE DIRMELO CHE ERANO PICI!!!!”

Mi e’ toccato svegliare la povera Dani, non poteva non essere informata! (e un po’ infamata..)

Ah, il software

Ore 3:17 del mattino. Pizza sullo stomaco dopo cena da Pizzaman.

“Sai, sarebbe carino avere un generatore di eventi per X. Qualcosa tipo: su questa finestra, in questo punto, genera degli eventi. Che eventi? E scegli ‘Pressione di tasti’. Che tasti? E scegli un comando da eseguire per avere il feed di caratteri da inviare.”

“E poi cosa ci fai?”

“Beh, lo punti sulla finestra di input del tuo instant messanger e ci attacchi polygen a manico.”

“Questa cosa ha del malato.”

“Gia’”

“Ok, facciamola.”

Economia del tempo

Si puo’ pensare alla fionda rock&roll, agli elastici che tengono le porte degli armadietti, a tante belle cose. Il tempo passa. Basta consumarlo in modo proficuo. Per cui…

Rimandare sempre le riunioni con gli idioti perditempo

Fuga all’inglese

Che ora fai? È un’ora inglese, si va,
agguanta la mia mano e ce ne andiamo…
tanto di noi si può fare senza,
e chi vuoi
che noti mai la nostra assenza…
Ah, ragazza, tu sei bella
ogni giorno di più…
non farti prender dalla sonnolenza
C’interessa, no, questa conferenza
che tanto il tempo passa
anche sotto ai sofà…

Sì che il tempo passa sotto ai sofà,
nemico numero uno
degli aspirapolvere di tutta città,
è là che lui tiene la sua accademia
sotto lo sguardo vitreo
dei bicchieri di Boemia,
e intanto il Comune
cambia colore ai tramways
è che la gente poi ci prende confidenza…
sì, ma di noi si può fare senza…

da-da-da-da-da-da-da-da-da-da…

È tutto un grande addio,
un giorno Gondrand passerà,
te lo dico io,
col camion giallo porterà
via tutto quanto e poi più niente resterà
del nostro mondo…
da-da-da…

La fuga nella vita, chi lo sa…
…che non sia proprio lei
la quinta essenza…
sì, ma di noi si può fare senza…
Sì, tanto il tempo passa anche sotto ai sofà…