Tu mi ascoltavi silenziosa guardandomi negli occhi. Veramente avevo
questa sensazione ma non eravamo seduti uno di fronte all’altro cosi’ come
io avrei desiderato, magari a fare colazione insieme al mio solito bar. Noi
due stavamo a parlare al cellulare ed io ero sul mio solito molo dove spesso
andavo da solo a sistemare gli ormeggi della mia piccola barca e ad
allentare le mie tensioni. Ricordo che mi lasciai sopraggiungere da una
sensazione piacevole che mi veniva da dentro come se mi volesse strappare
dal corpo qualcosa;
questo fastidio in un primo momento piacevole mi saliva lentamente dal piu’
profondo del mio Io, fino a diventare una sensazione di malessere - come un
profondo languore.
Cercai di frenare questo vuoto immenso con un profondo respiro.
Ricordi che ti dissi: ” … la nostra amicizia cosi’, come la definimmo,
nacque su basi di stima e completa fiducia perche’ entrambi sapevamo che
diverse cose ci separavano. Un’amicizia nasce innanzitutto dalla fiducia
dell’uno nei confronti dell’altro per trasformarsi come un sentimento nobile
in totale devozione.”
E’ cosi’. Questa premessa ci apri’ di piu’ il cuore perche’ sapevamo che non
avevamo bisogno di nascondersi su falsi pregiudizi, perche’ nessuno di noi
due avrebbe potuto dare di piu’. Ma la vita ed il modo di porgersi degli
uomini e’ complesso ed e’ facile interessare il cuore specialmente quando si
parla di sentimenti e di anima.
Allora perche’ giocare ad aprirsi e poi a chiudersi nuovamente? E’ un male
che non possiamo permetterci. Mi mancano le tue parole e non i tuoi problemi
se non per farti capire che sono il tuo rifugio e puoi contare su di me
cosi’ come io ho la certezza di potere contare su di te. Ma cosa ci ha
spianato la strada? E’ strano. Se me lo chiedo una seconda volta, entro in
cirsi perche’ la mia risposta e’ semplice come l’acqua fresca di un
ruscello.
Lei mi ascolto’ ma poi mi disse:
- “Scusami ma ho bisogno di stare sola. Non e’ una solitudine da te. Non e’
un muro di silenzio che io voglio alzare. Non chiedermi ancora perche’. Noi
siamo lontani e tu vuoi aiutarmi lo so. Voglio stare sola e lontano da
tutti… Non puoi fare nieinte, nessuno puo’ fare niente. Devo stare da
sola, forse cosi’ riusciro’ a capire cosa voglio veramente, come sono
veramente. Il tuo e’ solo bisogno di amare e di essere amato, io appartengo
all’illusione dell’irraggiungibile, sono questo per te riflettici vedrai che
e’ cosi’.”
Cadde la linea e non riuscii piu’ a chiamare. Il languore alla bocca dello
stomaco che non ero riuscito a chiudere non mi diede tregua. Cominciai a
fare dei lunghi respiri. Mi appoggiai alla banchina e guardai la mia barca
che si dondolava facendosi compagnia con le altre barche ed i gabbiani.
Avevo voglia di uscire in mare e di puntare la prua verso il largo. Raccolsi
i miei cocci e ritornai a casa. Cominciai a scrivere e continuai a lavorare
sul libro che stavo scrivendo.
– Claudio Perna