Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Piero Calamandrei, 11 febbraio 1950

Io sottoscritto Christopher R. Gabriel, nato il 23 Aprile 1978 a Firenze (FI) e residente a S. Casciano Val Di Pesa (FI), nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta dispongo quanto segue:

In caso di malattia o lesione traumatica celebrale invalidante e irreversibile chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno (alimentazione e idratazione forzata), autorizzo altresì la donazione dei miei organi per trapianti.

Nomino mio rappresentante fiduciario mia sorella Linda Gabriel.

Le presenti volontà potranno essere da me revocate o modificate in ogni momento con successiva dichiarazione.

[via Fondazione Umberto Veronesi]

Logo MMM

Al via la seconda edizione del Free Software Upgrade, un master executive per la formazione di “migration manager” a Software Libero. Un percorso di quasi un anno, interamente finanziato dal Fondo Sociale Europeo.

Maggiori informazioni sul sito del progetto!

Il buon Enrico è in giro a divertirsi e posta, come sempre, cose interessanti sul suo blog.

E che facciamo, non rispondiamo all’invito?

Ecco bozza per il launcher delle applicazioni di Fuss (forse nell prossima release..)

FUSS Launcher

Trovate tutto nel repository Git di FUSS!

Stiamo lavorando ad un progetto interessante che prevede il dialog con una periferica hardware custom, con la quale possiamo dialogare attraverso un device seriale.

Il problema è che attualmente la periferica custom attualmente non esiste, ma esisterà. Lo sviluppo dell’applicazione “client” si muove di pari passo con quello dell’hardware.

Per questo, l’intenzione è di scrivere un software che simuli la periferica e che possa genere gli eventi simulati, a nostro piacimento, per testare l’applicazione client.

Non volendo modificare l’applicazione “client” per utilizzare qualcosa di diverso da un device seriale, l’unica soluzione trovata, per adesso, è quella di utilizzare un emulatore tipo QEMU o VirtualBox.

Questi due emulatori permettono di mappare un device seriale della VM su un socket presente sulla macchina host, con qualche differenza. Qemu vuole che il socket esista gia’, al quale poi si connette al momento dell’avvio della VM. VirtualBox invece crea lui il socket in ascolto, al quale ci dobbiamo collegare come client per inviare i dati.

A parte questo dettaglio (che influenza l’implmentazione del “simulatore” dell’hardware), la cosa funziona.

Se avete suggerimenti piu’ pratici (lavorare con il client dentro la VM non e’ sempre comodo), fatevi sotto :)

Oggi sulla home page di Repubblica trovo un box che parla di Star Wars, degli attori che ne hanno fatto parte e di come questi sono adesso, 30 anni dopo l’uscita del primo episodio della saga.

Cercando poi, poco dopo, delle immagini di Chewbacca per un amico, mi imbatto in un post di creative advertising world.

Datato: 15 Agosto 2007.

Facile creare i contenuti!

(Tra l’altro, la licenza originale e’ un CC 3.0 ShareAlike.. ma su repubblica, neanche l’ombra..)

class PolygenPlugin(OctofussPlugin):
        base_path = '/polygen'
        name = "Polygen"
        description = "Polygen Test Plugin"
        group = "Relax"

Purtroppo in queste ore il repository SVN non è raggiungibile.. vale la pena di farci un giro, appena possibile.

Sono vivo!

Riapro questo spazio dopo quasi un anno di chiusura e inattività. Il perchè della chiusura è da imputarsi sicuramente a fatica, stress, problemi e altre cose.

Adesso come va? Fatica, stress, problemi.. ma almeno sono felice :)

E quindi, si riparte. Ovviamente, cercherò, come sempre, di elargire (ove possibile) immonde quantità di cazzate. Speriamo di essere ancora all’altezza (qualcuno/a ne è convinto, e lo/a ringrazio fin da ora per l’eventuale incoraggiamento!)